In una cascina la cucina era la stanza più calda della casa, e non solo per la stufa. Lì si decideva che cosa seminare, si contavano le uova, si tirava la pasta sul tavolo di legno mentre i bambini facevano i compiti all’altro capo.
La cucina contadina piemontese è una cucina di misura e di pazienza. Niente si buttava: il pane raffermo diventava zuppa, la carne avanzata dall’arrosto finiva nel ripieno degli agnolotti, le verdure dell’orto seguivano il calendario e non il capriccio. Era una sapienza nata dalla scarsità, che oggi ci sembra un lusso.






Il calendario della tavola
Autunno. Le castagne, le zucche, i primi tartufi nelle colline d’Alba, i cardi per la bagna cauda che scalda le sere di novembre.
Inverno. Bolliti, polenta, minestre lunghe. Il tempo dei salumi e delle conserve aperte in dispensa.
Primavera. Le erbe di campo, le uova delle galline che tornano a deporre, la frittata con le prime erbe. Nei paesi della pianura tornano le sagre: gli agnolotti fatti a mano, i canestrelli cotti nei ferri.
Estate. L’orto in piena produzione, i peperoni di Carmagnola, i pomodori che si fanno salsa per l’inverno, le pesche ripiene.
I piatti dell’inverno piemontese
Da dicembre a febbraio, sulla pagina Facebook, raccontiamo i piatti che in campagna accompagnavano l’inverno. Sono ricette della tradizione, non segreti di famiglia: ogni casa aveva la sua variante, e ci piacerebbe conoscere la vostra.
- Il cappone: il piatto del pranzo di Natale, cotto lentamente per un brodo che serviva poi agli agnolotti. Il cappone di Morozzo è tra i Presidi Slow Food del Piemonte.
- Il bagnet verd: la salsa verde del bollito, con prezzemolo, aglio, acciughe, mollica di pane bagnata nell’aceto e olio. Si discute ancora se vada fatta a coltello o al mortaio.
- Il bonet: il budino di uova, latte, zucchero, cacao e amaretti, cotto a bagnomaria in uno stampo velato di caramello. Chiudeva i pranzi della festa.
- Riso e porri: la minestra della pianura, con i porri stufati nel burro e il riso cotto nel brodo. Il Porro lungo dolce di Carmagnola è prodotto tradizionale del Piemonte.
- I tajarin: i tagliolini delle Langhe, fatti con farina e tanti tuorli, tagliati sottilissimi a coltello. Burro e salvia, sugo d’arrosto o, nei giorni grandi, tartufo.
- I formaggi DOP del Cuneese: Castelmagno, Bra, Raschera, Murazzano e Toma Piemontese, da assaggiare con il miele o la cugnà.
Il ricettario della Corte
Una ricetta nuova ogni giovedì, a mezzogiorno. Ognuna ha la sua pagina qui sul sito: qui sotto trovi le ultime uscite, dalla più recente, e nell’archivio tutte le altre. In fondo a ogni ricetta puoi lasciare le tue stelle e raccontarci com’è venuta.
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Tajarin al burro e salvia: la sfoglia tagliata a coltello
I tagliolini delle Langhe, gialli di tuorli e sottili come fili: la ricetta di base, al burro e salvia, che in autunno aspetta il…
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Riso e porri: la minestra che sa di nebbia
Porri stufati nel burro, riso e brodo: la minestra contadina dei giorni corti nella pianura del Po. La ricetta del giovedì.
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Bagna cauda: perché novembre, in Piemonte, profuma d’aglio
La bagna cauda è il piatto della condivisione per eccellenza: aglio, acciughe e olio in un fornelletto al centro della tavola, e le verdure…
La prossima ricetta esce giovedì, a mezzogiorno.
La ricetta di tua nonna
Ogni famiglia piemontese ha un quaderno, o almeno una memoria, con una ricetta che non sta in nessun libro: le dosi «a occhio», l’ingrediente che si trovava solo nell’orto di casa, il gesto che si impara guardando. Mandacela. La leggiamo, la cuciniamo, e le più belle le pubblichiamo qui con il nome di chi te l’ha insegnata.
Prima dell’apertura
Diventa Amico della Corte
Le porte si apriranno ad aprile 2027, ma la corte si può già vivere da qui. Agli Amici della Corte arriva una lettera al mese dal cantiere, con l’indizio sul paese in anteprima e una ricetta riservata, e il primo invito all’inaugurazione. Non vendiamo nulla e non cediamo il tuo indirizzo.
E intanto, già oggi puoi
- Adottare un alberouna varietà antica del frutteto che verrà, con il tuo nome sulla targhetta
- Indovinare il paeseun indizio al mese, finché non lo sveleremo all’apertura
- Scegliere con noivota l’idea da cui cominciare e il nome del primo alpaca
- Seguire il cantierele novità dal cantiere sulla nostra pagina Facebook
