La Corte del Gusto

Fattoria Demetra

La cascina: diario di una rinascita

Facciata della casa padronale di una cascina piemontese a corte prima dei lavori, 2022

Una cascina non si restaura: si ascolta. Ogni muro abbattuto rivela un muro più antico, ogni intonaco scrostato restituisce un colore che qualcuno aveva scelto cent’anni fa. Qui teniamo il diario del restauro, stagione dopo stagione, con le fotografie del nostro archivio.

L’almanacco della Corte

Il calendario della pianura, aggiornato ogni giorno: la stagione, la luce, il cielo dei prossimi giorni e quello che matura nei campi.

  

 

oggi

 

mancano

 

giorni

 

al 1° aprile 2027

Aprile2027

il giorno è sigillato

si aprono le porte

Il cielo sopra la corte

Previsioni in arrivo.

Pianura tra Cuneo e Torino. Previsioni di MET Norway (licenza CC BY 4.0).

La stagione

 

 

 

 

 

Di stagione

Nell’orto

 

Nel frutteto

 

Calendario indicativo della pianura piemontese.

Verso aprile 2027

Mancano – giorni ad aprile 2027.

    Seguici fino all’apertura

    La cascina rinasce, in cinquanta secondi

    La facciata verso il cortile dalla primavera 2022 all’estate 2025, poi il progetto. I punti fermi sono le nostre foto di cantiere, scattate dallo stesso punto; i passaggi tra una foto e l’altra sono ricostruiti con l’intelligenza artificiale, solo con i lavori documentati. L’ultima immagine è il progetto dell’architetto.

    Prima e dopo

    Trascina il cursore al centro di ogni immagine: a sinistra com’era, a destra com’è diventato. Le coppie sono state scattate dallo stesso punto, a distanza di mesi o di anni.

    La facciata della casa padronale verso la corte nel giugno 2022: intonaco bianco scrostato, persiane in legno scuro, stelle dipinte sotto la gronda, una baracca in lamiera a sinistra ed erba alta davanti.La stessa facciata nel novembre 2025: intonaco giallo caldo, persiane verdi, stelle restaurate sotto la gronda, portone ad arco verde, la baracca demolita e la corte in ghiaia.
    La facciata sulla corte, dallo stesso punto: giugno 2022 e novembre 2025. Le stelle sono le stesse, una per una.
    Il fronte della casa verso la via nel dicembre 2023: intonaco staccato a chiazze, mattoni a vista, finestre del piano terra chiuse con pannelli di legno, cavi e tubi corrugati sulla parete.Lo stesso fronte nel novembre 2025: intonaco giallo uniforme, zoccolo in pietra, inferriate verdi alle finestre del piano terra, stelle e decoro sopra la porta restaurati, grondaie in rame.
    Il fronte sulla via: dicembre 2023, con l’intonaco a brandelli e le finestre tamponate, e novembre 2025.
    Sottotetto abbandonato con puntelli, coppi e tre oculi nella pareteLo stesso sottotetto intonacato con perlinato nuovo, lucernario e i tre oculi
    Il sottotetto con i tre oculi: primavera 2022 e settembre 2024.
    Grande noce a tre tronchi spoglio d'inverno nel terreno aratoLo stesso noce in piena foglia a maggio, cielo terso
    Il grande noce: lo stesso albero a febbraio e a maggio 2026. Anche la natura ha il suo cantiere.
    La parete dell'open space a marzo 2026: muri in mattoni e forati, tre finestre ad arco ancora grezze, pilastri in mattoni, travi del tetto e ponteggio.La stessa parete a ottobre 2026: intonaco bianco, tre finestre ad arco con serramenti nuovi, i due pilastri in mattoni lasciati a vista sotto le travi del tetto.
    L’open space che collega le due cascine: marzo e ottobre 2026. I pilastri in mattoni sono rimasti a vista.

    Com’era

    Due edifici a corte, come si costruivano nella pianura del Po tra Cuneese e Torinese: la casa padronale con il ballatoio in ferro e i decori a stella sulla facciata; le maniche rustiche con i ballatoi di legno; i fienili con gli oculi a croce che lasciavano passare l’aria e trattenevano il fieno; l’ex stalla con le mangiatoie e le canalette, che ci ha fatto ribattezzare questo luogo «la cascina dei margari».

    Corte di una cascina piemontese abbandonata con erba alta, casa padronale con stelle dipinte e ballatoi
    La corte come l'abbiamo trovata, primavera 2022

    Dentro, stanze dalle pareti blu, rosse, rosa; pavimenti di cementine esagonali d’epoca; una vecchia cucina con la stufa a legna; una cantina a volta. Fuori, un grande albero solitario nel prato e i filari di alberi d’alto fusto a segnare il confine dei campi.

    Le stagioni del cantiere

    2022 – Il primo sopralluogo, gli atti, lo sgombero

    La corte era un mare d’erba alta, con rottami, lamiere e una serra metallica abbandonata. Eppure sotto quel disordine si leggeva ancora il disegno della cascina: la geometria dei portici, la luce che entrava dai fienili. In autunno abbiamo acquistato le due cascine: la principale con il rogito del 1° dicembre. A settembre, prima ancora di firmare, avevamo già chiesto all’architetto come rifare il tetto.

    2023 – Fino al mattone, poi il tetto

    A febbraio è arrivata la benna e la corte è stata sgomberata dai materiali abbandonati. In estate gli intonaci sono stati rimossi fino al mattone, per capire che cosa reggeva e che cosa andava rifatto. A settembre i ponteggi, una gru sopra la corte e il momento più emozionante: il tetto della casa padronale rifatto con capriate nuove in legno, perlinato e i coppi rimessi a posto. A fine dicembre il tetto era finito.

    2024 – Dentro le mura

    A gennaio il permesso di costruire. Tra la primavera e l’estate impianti elettrici e idraulici, nuovi tramezzi, bagni, la canna fumaria; la scelta di un cotto battuto a mano per i pavimenti. A novembre il riscaldamento a pavimento e i massetti; a dicembre, sulle tavole ad acquerello, il progetto per ridare alla facciata i suoi colori.

    2025 – Via l’eternit, dentro il legno

    Il nuovo anno si apre con le scale: le vecchie rampe rifatte in cotto, larghe come si usava nei rustici antichi. In primavera la vecchia copertura in cemento-amianto viene rimossa e smaltita, con tanto di formulario a certificarlo; decidiamo anche che la vecchia stalla non tornerà, e il suo volume andrà alla seconda cascina. A luglio arrivano i serramenti in legno, disegnati per restare coerenti con l’edilizia rustica; poi le grate, il portone ad arco verso il cortile, con il simbolo della Corte nel vetro. A maggio, intanto, prende forma al piano superiore la cucina in muratura con il forno a legna dipinto, e d’estate si lavora sotto la volta della cantina. A fine anno, sui tetti della seconda cascina, una squadra di acrobati edili stende i teli che la proteggeranno dall’inverno.

    2026 – L’open space tra le due cascine

    Al piano superiore, accanto alla cucina, nasce l’open space che raccorda le due cascine disposte a L. Si comincia dal tetto, in legno lamellare con le tavelle di cotto a vista; poi le finestre lunettate, il riscaldamento a pavimento e le pianelle fatte a mano. Il caminetto ha avuto una storia tutta sua: il primo focolare scelto è uscito di produzione dopo l’ordine, e ne è nato un «caminetto rustico», più semplice dei primi disegni. In autunno si scelgono le ultime porte e le tinteggiature.

    Oggi, e da qui ad aprile 2027

    Mancano la corte, la recinzione e i primi alberi. Racconteremo ogni passo qui e nelle puntate del lunedì, «Dal cantiere».

    L’archivio fotografico

    Le altre fotografie del cantiere, quelle che non trovi nelle gallerie qui sopra, in ordine di tempo. Scegli un ambiente per vedere solo quello; tocca una foto per ingrandirla.

    Perché restaurare invece di demolire

    Perché una cascina è un archivio. Le mangiatoie raccontano gli animali che c’erano, gli oculi dei fienili raccontano come si conservava il raccolto, i colori delle stanze raccontano chi ci abitava e che cosa sognava. Salvarne i segni significa tenere aperto un dialogo con chi ha lavorato questa terra prima di noi, nella stessa pianura che il Po continua a modellare.

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    Prima dell’apertura

    Diventa Amico della Corte

    Le porte si apriranno ad aprile 2027, ma la corte si può già vivere da qui. Agli Amici della Corte arriva una lettera al mese dal cantiere, con l’indizio sul paese in anteprima e una ricetta riservata, e il primo invito all’inaugurazione. Non vendiamo nulla e non cediamo il tuo indirizzo.