Una cascina non si restaura: si ascolta. Ogni muro abbattuto rivela un muro più antico, ogni intonaco scrostato restituisce un colore che qualcuno aveva scelto cent’anni fa. Qui teniamo il diario del restauro, stagione dopo stagione, con le fotografie del nostro archivio.
L’almanacco della Corte
Il calendario della pianura, aggiornato ogni giorno: la stagione, la luce, il cielo dei prossimi giorni e quello che matura nei campi.
oggi
mancano
giorni
Aprile2027
il giorno è sigillato
si aprono le porte
Il cielo sopra la corte
Previsioni in arrivo.
Pianura tra Cuneo e Torino. Previsioni di MET Norway (licenza CC BY 4.0).
La stagione
Di stagione
Nell’orto
Nel frutteto
Calendario indicativo della pianura piemontese.
La cascina rinasce, in cinquanta secondi
Prima e dopo
Trascina il cursore al centro di ogni immagine: a sinistra com’era, a destra com’è diventato. Le coppie sono state scattate dallo stesso punto, a distanza di mesi o di anni.










Com’era
Due edifici a corte, come si costruivano nella pianura del Po tra Cuneese e Torinese: la casa padronale con il ballatoio in ferro e i decori a stella sulla facciata; le maniche rustiche con i ballatoi di legno; i fienili con gli oculi a croce che lasciavano passare l’aria e trattenevano il fieno; l’ex stalla con le mangiatoie e le canalette, che ci ha fatto ribattezzare questo luogo «la cascina dei margari».

Dentro, stanze dalle pareti blu, rosse, rosa; pavimenti di cementine esagonali d’epoca; una vecchia cucina con la stufa a legna; una cantina a volta. Fuori, un grande albero solitario nel prato e i filari di alberi d’alto fusto a segnare il confine dei campi.



Le stagioni del cantiere
2022 – Il primo sopralluogo, gli atti, lo sgombero
La corte era un mare d’erba alta, con rottami, lamiere e una serra metallica abbandonata. Eppure sotto quel disordine si leggeva ancora il disegno della cascina: la geometria dei portici, la luce che entrava dai fienili. In autunno abbiamo acquistato le due cascine: la principale con il rogito del 1° dicembre. A settembre, prima ancora di firmare, avevamo già chiesto all’architetto come rifare il tetto.









2023 – Fino al mattone, poi il tetto
A febbraio è arrivata la benna e la corte è stata sgomberata dai materiali abbandonati. In estate gli intonaci sono stati rimossi fino al mattone, per capire che cosa reggeva e che cosa andava rifatto. A settembre i ponteggi, una gru sopra la corte e il momento più emozionante: il tetto della casa padronale rifatto con capriate nuove in legno, perlinato e i coppi rimessi a posto. A fine dicembre il tetto era finito.










2024 – Dentro le mura
A gennaio il permesso di costruire. Tra la primavera e l’estate impianti elettrici e idraulici, nuovi tramezzi, bagni, la canna fumaria; la scelta di un cotto battuto a mano per i pavimenti. A novembre il riscaldamento a pavimento e i massetti; a dicembre, sulle tavole ad acquerello, il progetto per ridare alla facciata i suoi colori.











2025 – Via l’eternit, dentro il legno
Il nuovo anno si apre con le scale: le vecchie rampe rifatte in cotto, larghe come si usava nei rustici antichi. In primavera la vecchia copertura in cemento-amianto viene rimossa e smaltita, con tanto di formulario a certificarlo; decidiamo anche che la vecchia stalla non tornerà, e il suo volume andrà alla seconda cascina. A luglio arrivano i serramenti in legno, disegnati per restare coerenti con l’edilizia rustica; poi le grate, il portone ad arco verso il cortile, con il simbolo della Corte nel vetro. A maggio, intanto, prende forma al piano superiore la cucina in muratura con il forno a legna dipinto, e d’estate si lavora sotto la volta della cantina. A fine anno, sui tetti della seconda cascina, una squadra di acrobati edili stende i teli che la proteggeranno dall’inverno.



















2026 – L’open space tra le due cascine
Al piano superiore, accanto alla cucina, nasce l’open space che raccorda le due cascine disposte a L. Si comincia dal tetto, in legno lamellare con le tavelle di cotto a vista; poi le finestre lunettate, il riscaldamento a pavimento e le pianelle fatte a mano. Il caminetto ha avuto una storia tutta sua: il primo focolare scelto è uscito di produzione dopo l’ordine, e ne è nato un «caminetto rustico», più semplice dei primi disegni. In autunno si scelgono le ultime porte e le tinteggiature.








Oggi, e da qui ad aprile 2027
Mancano la corte, la recinzione e i primi alberi. Racconteremo ogni passo qui e nelle puntate del lunedì, «Dal cantiere».
L’archivio fotografico
Le altre fotografie del cantiere, quelle che non trovi nelle gallerie qui sopra, in ordine di tempo. Scegli un ambiente per vedere solo quello; tocca una foto per ingrandirla.
Perché restaurare invece di demolire
Perché una cascina è un archivio. Le mangiatoie raccontano gli animali che c’erano, gli oculi dei fienili raccontano come si conservava il raccolto, i colori delle stanze raccontano chi ci abitava e che cosa sognava. Salvarne i segni significa tenere aperto un dialogo con chi ha lavorato questa terra prima di noi, nella stessa pianura che il Po continua a modellare.
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Prima dell’apertura
Diventa Amico della Corte
Le porte si apriranno ad aprile 2027, ma la corte si può già vivere da qui. Agli Amici della Corte arriva una lettera al mese dal cantiere, con l’indizio sul paese in anteprima e una ricetta riservata, e il primo invito all’inaugurazione. Non vendiamo nulla e non cediamo il tuo indirizzo.
E intanto, già oggi puoi
- Adottare un alberouna varietà antica del frutteto che verrà, con il tuo nome sulla targhetta
- Indovinare il paeseun indizio al mese, finché non lo sveleremo all’apertura
- Scegliere con noivota l’idea da cui cominciare e il nome del primo alpaca
- Seguire il cantierele novità dal cantiere sulla nostra pagina Facebook
